Casa di Biagio Rossetti

Rossetti arrivato nella scala sociale a qualificarsi benestante, agli inizi del 1490 decise di costruire per sé e i suoi una casa: “parva sed apta mihi” come avrebbe detto Ariosto quaranta anni dopo. Correva l’anno 1490.
Esaminandone la forma si coglie la semplicità strutturale delle tre campate dimensionate sulla disponibilità di lunghezza delle travi di legno necessarie per la orditura dei solai. L’impianto di essa appare dunque chiarissimo e forse Rossetti esperimenta qui in modo determinato il semantema delle bifore aperte ad illuminare due locali contigui.
Si ha la sensazione, esaminando questo manufatto, che l’operatore privilegi una aurea semplicità formale come precisa indicazione di qualità: disegnata quasi entro un quadrato, la casa, su due piani più un ampio sottotetto ha una dipendenza che si apre su un orto con un elaborato gioco di scale.
Costruita sulla strada disegnata da Rossetti stesso che determinerà formazione di tessuto urbano e che gli storici chiameranno Addizione di Borso: la via della Ghiara, vedrà molti anni dopo sorgere nei pressi l’imponente palazzo detto di Ludovico il Moro o Palazzo Costabili che Biagio Rossetti lascerà incompiuto negli anni di inizio del 1500.