Chiesa di San Francesco

Sintesi della sua storia

  • 1227 – Primo documento riguardante la presenza dei Francescani a Ferrara
  • 1228 – Documentata presenza a Ferrara di frate Antonio da Padova
  • 1241 – Sorge entro le mura il primo convento francescano con la chiesa. Con ogni probabilità esso non sorgeva in questo luogo.
  • 1494 – Progetto della chiesa attuale di Biagio Rossetti. Doveva sorgere su antiche strutture trecentesche. Ne furono costruttori Bartolomeo da Righino e Andrea Fiorato.
  • 1515 – Cede il sottosuolo e una parte della chiesa rovina.
  • 1516-1530 – Ricostruzione della chiesa con la sovrintendenza di Rossetti che muore nello stesso anno.
  • 1570 – Danni gravissimi provocati dal terremoto che fece crollare la cupola.
  • 1606 – Giovanbattista Aleotti ne progetta il campanile.
  • 1874 – La chiesa è ceduta dal Demanio in proprietà di usi al Comune di Ferrara.
  • 1878 – La chiesa è affidata in custodia ai Frati Minori Conventuali.

Il luogo

Biagio Rossetti progetta la chiesa che doveva sorgere su antiche strutture e in prossimità della originaria cappella del primo culto francescano a Ferrara che ha nome Oratorio della Concezion e che gode di uno spazio magnificamente restaurato.

La chiesa,alla quale si accede da un ampio spazio verde che ne è il sagrato, all’esterno è completamente in muratura a vista con lesene e la fascia di base in pietra bianca d’Istria e una lunga decorazione in cotto alla quota della gronda opera di Gabriele Frisoni dove è celebrata con immagini ricorrenti la gloria di Francesco fra gli angeli.

L’architettura dello spazio interno ha scansioni rinascimentali di chiara ascendenza toscana ma la ‘firma’ di Biagio compare per due particolarità che sono da mettere in rilievo per il visitatore attento. Per l’interno attiene al meccanismo di ingresso della luce che è filtrata dalle cappelle delle navate laterali e per l’esterno la collocazione e la dimensione del transetto che determinano una sorta di cesura nel fluire della strada, la via Savonarola, determinata dalla immagine dell’alto transetto.
Ciò ha una fondamentale rilevanza urbanistica perché fa diventare l’edificio il baricentro della prima Addizione, che, come tale, entra nel disegno geometrico ferreo che assumerà Ferrara dopo il suo nuovo assetto determinato dalla terza Addizione.

Questa particolarità monumentale del binomio transetto-strada è rilevabile anche all’interno dove una arrischiata e controllatissima trasgressione della geometria che regola complessivamente la composizione del monumento, mostra come il rapporto voluto dell’esterno con l’interno e viceversa sia figurativamente produttivo per l’architettura della chiesa e l’urbanistica della città

La qualità più significativa di questa architettura la si rileva tuttavia nella concezione dell’interno. La sapiente utilizzazione di un valore geometrico di derivazione brunelleschiana come la scansione modulare della navata maggiore rispetto alle navate laterali e alle cappelle, scansione che coinvolge anche l’assetto verticale tanto da determinare straordinari effetti di risonanze sonore, il fantasioso ingresso della luce, la citata controllatissima trasgressione della geometria del transetto, fanno di questa architettura uno degli esempi più importanti dell’architettura rinascimentale ferrarese.